Note di regia
Quale migliore occasione nel 250° anniversario di Mozart, anno 2006, il poter riproporre il bel testo di Puskin, nella traduzione di Tommaso Landolfi. Un testo dall’elevata impronta poetica che permette agli attori di sviscerare le loro emozioni più intime e dar voce ai due personaggi, Mozart e Salieri: due grandi Maestri che per il loro diverso modo di intendere l’arte, la storia li ha voluti allo stesso tempo compagni e rivali. Il testo di Puskin mette in risalto infatti, in forma drammatica, l’opposizione tra la sregolatezza del genio che ubbidisce soltanto agli estri trasgressivi di una ispirazione divina, e l’invidia del “mestierante”, costretto ad affidarsi alle sole risorse di un esercizio paziente e faticato.
Ma è anche un’opera che tratta della solitudine in nome della Musica e della purezza, condizioni assolutamente necessarie per elevarsi alle più alte vette dell’Arte... è un’opera che vede nel delitto l’unico modo per poter salvare il mondo della Cultura Musicale… ma “genio e delitto son cose incompatibili”!?
Lo spettacolo si presenta, si può dire, come una composizione dove testo e musica suonano su uno stesso spartito fra note, pause, cambi repentini di ritmo e colore, sintetizzando le emozioni di un momento particolare (forse fantastico) della vita di questi due Grandi personaggi, all’interno di uno spazio essenziale, come uno spartito in cui si vanno a creare le note. |